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L’esposizione, curata da Paolo Biscottini, direttore del Museo Diocesano, presenta 40 opere, realizzate tra la fine degli anni Quaranta e la metà degli anni Novanta, che ripercorrono la carriera dell’artista milanese attraverso le tematiche più caratteristiche della sua cifra espressiva: dai canali di Amsterdam ai cavalli in corsa nell’ippodromo di San Siro, dalle nature morte di fiori ai paesaggi rivieraschi del lago di Como o del Garda, agli squarci più caratteristici della sua Milano.

Proprio Milano è stata il soggetto più frequentato e più amato da Perelli Cippo. Come ebbe modo di scrivere Gianni Brera nel 1990, “Milano moderna non ostenta bellezze fasulle. È forse più buona che bella. E il pittoresco se lo conserva in pudiche visioni ormai desuete. Commuove ancora svelarle; emoziona soprattutto il modo in cui te le rivela un artista. Gian Carlo Perelli Cippo, milanese ad oltranza, non teme bieche contaminazioni. I personaggi tipici di ieri sfilano con lui. Le apparizioni caratteristiche sono visibilmente abbellite dal suo vigore tecnico. Capisci che quella Milano era povera e se non la disprezzi è solo perché le vuoi bene. Non è superbo ammetterlo, è buon senso”.

Dal canto suo, Paolo Biscottini ricorda che “Perelli Cippo racconta della città, del paesaggio, della figura. Le sue radici affondano certamente nella figuratività lombarda fra la fine dell’Ottocento e tutta quella parte del Novecento che si fece carico, non solo in pittura, di una  mediazione linguistica internazionale, al di fuori delle avanguardie e poi di ogni nozione concettuale dell’arte”.

Accompagna la mostra un catalogo (ediz. Museo Diocesano), con testo del curatore.

Orari
martedì – domenica 10-18, lunedì chiuso.

Ingresso alla mostra e al Museo:
intero 8 Euro; ridotto 5 Euro;

Inaugurazione: lunedì 16 aprile ore 18.00

Il Museo Diocesano presenta mercoledì 14 marzo 2012 alle ore 18 presso la Sala dell’Arciconfraternita il libro di Tiziano Colombi, Santi Patroni padani, pubblicato dalla casa editrice Effigie.

Ne parleranno con l’autore Paolo Biscottini e Telmo Pievani.

Cos’hanno in comune una prostituta tunisina e Santa Giulia di Brescia? Cos’hanno in comune un clandestino egiziano e Sant’Alessandro di Bergamo? E un parcheggiatore abusivo e San Zeno di Verona? E il naufragio di una giovane clan- destina egiziana e Santa Fosca di Torcello? E il Battesimo di Sant’Agostino nel Naviglio di Milano? E la vendita al- l’asta di San Teonisto a Treviso? E la maratona di Santa Giustina a Padova? E Ario al giuramento di Pontida? E un generale egiziano a Sto Moritz? Dieci vite di patroni di città padane s’intrecciano con le storie di dieci immigrati. Un invito a riflettere sulle origini nordafricane della Cristianità.
Tiziano Colombi (Bergamo, 30 Giugno 1972) pubblica «Il segreto di Cicerone», Sellerio 1994, con una nota di Luciano Canfora e si laurea, nel 1996, in filosofia della scienza con il Professore Giulio Giorello, presso la Statale di Milano. Collabora alla rivista Il primo amore ed è tra gli organizzatori di Cammina cammina.

Dal 28 febbraio al 25 marzo 2012, al Museo Diocesano di Milano si tiene il nuovo appuntamento di MuDi Contemporanea, con la personale di Sandra Tenconi (Varese, 1937), dal titolo Improvvisamente come visioni.

L’esposizione, curata da Paolo Biscottini, presenta circa 40 lavori recenti di una tra le esponenti più significative della tradizione figurativa lombarda, la cui cifra espressiva si caratterizza per i richiami intensi, al limite dell’informale, con la grande pittura naturalistica europea, da Turner a Cézanne, da Bonnard a Morlotti, a Sutherland.
La sua produzione si sviluppa per grandi cicli tematici: dai nudi accademici, agli autoritratti, alla serie di “natura” (i giardini e i boschi del Varesotto, il San Martino), fino agli “appunti di viaggio”, dall’Oltrepò alla Provenza, dal Tirolo all’Isola d’Elba, al Potomac. 
Al Museo Diocesano, Sandra Tenconi propone le opere dedicate ai paesaggi montani della Valtellina, delle Dolomiti e delle Alpi Apuane e a quello delle ortensie; in particolare, questo soggetto, mai abbandonato durante tutto il corso della sua carriera, diventa ora grumo di colore informale, su sfondi ormai quasi metafisici.

Accompagna la mostra un catalogo (ediz. Museo Diocesano), con testi del curatore e di Maria Antonietta Grignani.

Inaugurazione: lunedì 27 febbraio, ore 18.00


Orari: dal martedì alla domenica, 10-18, lunedì chiuso.

Ingresso alla mostra e al Museo: intero: 8 Euro; ridotto 5 Euro.


Per informazioni:
tel. 02.89420019; info.biglietteria@museodiocesano.it
www.museodiocesano.it

Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche 
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Il Museo Diocesano di Milano è lieto di invitare tutti coloro che hanno il desiderio e il piacere di discorrere di arte a un appuntamento con un interessante e piacevole pomeriggio all’insegna della cultura e dell’originalità.

Lunedì 13 febbraio 2012, alle ore 18, presso la Sala dell’Arciconfraternita del Museo Diocesano, il curatore Marco Bona Castellotti, e gli ospiti Paolo Biscottini e Marco Carminati, vi aspettano per parlare della figura di Federico Zeri, la cui leggendaria fama di conoscitore d’arte ha varcato i confini italiani, rendendolo, anche grazie ai suoi lunghi soggiorni in Inghilterra e in America e ai numerosi scritti in inglese, il più famoso e stimato storico dell’arte italiano nel mondo, noto per le fondamentali ricostruzioni di personalità pittoriche dimenticate da secoli.

Per partecipare contattare il numero 02/34597621

Dal 17 dicembre 2011 al 12 febbraio 2012 il Museo Diocesano ospita la mostra dedicata a Valentino Vago. Curata da Paolo Biscottini, la mostra, che si tiene in occasione dell’ottantesimo compleanno dell’artista milanese, ripercorrerà attraverso 70 opere le tappe fondamentali della sua carriera, coprendo un arco cronologico di sessant’anni.

Il percorso espositivo si apre, infatti, con un olio su tavola del 1952 quando, studente all’Accademia di Brera, Vago era ancora legato a un linguaggio figurativo. Ne sono prova, altri lavori realizzati nei primi anni Cinquanta, che lo videro protagonista, nel 1955, alla VII Quadriennale di Roma.

Particolarmente ricca sarà la sezione che documenterà la sua produzione degli anni Sessanta, dove prendono forma le prime opere astratte, elaborate al termine della stagione accademica, fino a giungere agli orizzonti del decennio successivo. In particolare, dal colorismo informale si arriva all’intenso Orizzonte nero del 1965.

Negli anni Settanta, nella pittura di Vago irrompe la luce, i toni si alleggeriscono verso campiture di colore che definiscono un ambiente poetico affascinato dal mistero spirituale, dall’armonia e dall’indagine sulla bellezza. Il colore, nel corso di questi anni, si distende per reperire una uniformità intensa e ormai totalmente astratta.

L’iniziativa si chiuderà con la proiezione di un video che testimonierà i suoi interventi di pittura ambientale, all’interno di edifici religiosi, dalla chiesa di San Giulio a Barlassina, del 1982, a quella di Nostra Signora del Rosario, consacrata nel 2008 a Doha, Qatar.

Accompagna la mostra un catalogo (ed. Skira) con un testo di Paolo Biscottini.

Per maggiori informazioni:
telefono: 0289420019
mail: info.biglietteria@museodiocesano.it
sito: www.museodiocesano.it

Arte e Design
Vivere e pensare in carta e cartone
12 aprile – 29 maggio 2011

La mostra, a cura di Paolo Biscottini e promossa da Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, propone una sintesi di linguaggi espressivi in carta e cartone declinati in opere d’arte e pezzi di design: questo vedrà il visitatore coinvolto in un percorso frutto di ricerche che Comieco conduce da oltre dieci anni.

La mostra tenta di fare il punto sull’estetica della carta, riciclata e non solo, con 23 designer di  profilo anche internazionale, come Frank O. Gehry, Shigeru Ban, Nicoletta Savioni e Giovanni Rivolta, Sandra Di Giacinto, Giorgio Caporaso, Marco Giunta, e 21 artisti tra cui Sabrina Mezzaqui, Perino&Vele, Chris Gilmour, Angela Glajcar, Pietro Ruffo impegnati nell’interpretare i propri progetti creativi attraverso la carta e il cartone.

Il Museo Diocesano si addentra sempre di più nelle vicende del contemporaneo e naturalmente manifesta un grande interesse nei confronti del design, posto in questa circostanza in parallelo ad un percorso artistico di grande raffinatezza. La carta diventa il binario su cui far scorrere i temi dell’immaginazione e della creatività che sono a fondamento dello stesso design. Intendiamo guardare all’opera d’arte e pensare al design cercando di cogliere le connessioni tra due mondi da sempre in rapporto tra loro.

Catalogo illustrato, con introduzione di Paolo Biscottini (Arte) e Irene Ivoi (Design).

Consulta l’elenco degli artisti e dei designer in mostra qui.

Lucio Fontana
Vie Crucis 1947-1957
17 marzo – 30 aprile 2011

Palazzo Lombardia
Milano, via Galvani 27

L’iniziativa, organizzata dalla Regione Lombardia, su progetto scientifico del Museo Diocesano di Milano, a cura di Paolo Biscottini, pone a confronto le tre Vie Crucis che Lucio Fontana realizzò nel decennio 1947-1957, fondamentale per la sua maturazione artistica, riunendo per la prima volta tre capolavori finora considerati singolarmente.

Oltre alla Via Crucis in ceramica del 1947, ora in collezione privata a Parma, verrà presentata, per la prima volta al pubblico, la Via Crucis “bianca” (1955-1956), recentemente acquistata dalla Regione Lombardia e depositata al Museo Diocesano di Milano. La Via Crucis in terracotta proveniente dalla Cappella dell’Istituto religioso le Carline (1956-57), oggi conservata nella Cripta della Chiesa di San Fedele a Milano, sarà invece visibile con l’ausilio di schermi multimediali.

Le tre Vie Crucis testimoniano momenti fondamentali all’interno dell’opera di Lucio Fontana. Nel 1947, anno di realizzazione del primo complesso scultoreo, l’artista rientra dall’Argentina in Italia, continuando nel nostro Paese l’importante produzione in ceramica. Il 1947, inoltre, è anche l’anno del Primo Manifesto dello Spazialismo, in cui si afferma una concezione dell’arte completamente nuova, in stretto accordo con i progressi della scienza.
La Via Crucis del San Fedele e la Via Crucis “bianca” – così chiamata per il particolare colore della ceramica – entrambe riferibili al periodo 1955-1957 sono frutto della collaborazione tra Lucio Fontana e l’architetto Marco Zanuso, impegnati in alcuni progetti milanesi con finalità sociali e di solidarietà. La prima è stata infatti realizzata per la cappella dell’Istituto religioso “Le Carline”; la seconda, per la cappella della Casa Materna Asili Nido Ada Bolchini Dell’Acqua.

Il rapporto fra i tre capolavori illustra la lenta maturazione della scultura di Fontana verso scelte sempre più ispirate a criteri concettuali.

Produzione video Metamorphosi.
Catalogo Electa.

Orari
da martedì a domenica 10.00 – 19.00.
Giovedì 10.00 – 22.00. Lunedì chiuso.
La mostra rimarrà aperta il 24 aprile, domenica di Pasqua.

INGRESSO LIBERO

Info Regione Lombardia: 800.318.318
Info Museo Diocesano: 02.89420019

Visita mostre
Tel 02.89.42.00.19
info.biglietteria@museodiocesano.it

Karl Hartwig Kaltner
Le opere dal 2008 al 2010

L’esposizione presenterà in due differenti spazi milanesi una selezione di lavori recenti dell’artista austriaco (2008-2010).
Al Museo Diocesano si potranno ammirare olii su tela di grande formato, mentre al Forum Austriaco di Cultura saranno allestiti una serie di bozzetti per vetrate di chiese, realizzati a china su carta.

Formatosi tra l’Austria e l’Italia, dove ha frequentato l’Accademia di Brera, Kaltner ha sperimentato nel corso degli anni tecniche e stili differenti, dalle litografie, dal collage alle installazioni.
Attratto fortemente dalla musica di Gustav Mahler, l’artista definisce se stesso un compositore, che realizza veri e propri “paesaggi interiori”, prendendo spunto dalla poetica informale.
Kaltner, ispirandosi alla natura, ma nello stesso tempo allontanandosi da essa, crea dei ritmi che tracciano immagini armoniose ed eteree. Infatti, l’elemento spirituale, così come la continua tensione verso il trascendente, sono sempre presenti nei suoi lavori.
Quella di Kaltner è una pittura calma e armoniosa, che coinvolge lo spettatore nella sua personale ricerca del divino.

L’iniziativa è stata realizzata con il gentile sostegno di Regione di Salisburgo, del Comune di Salisburgo, della casa d’aste viennese Dorotheum e di Glas Peter.

Accompagna l’esposizione un catalogo bilingue (italiano/tedesco) con testo critico di Paolo Biscottini.

Il Museo Diocesano di Milano

Aperto al pubblico dal 2001, il Museo Diocesano ospita una collezione permanente costituita da più di settecento opere di epoca compresa tra il IV ed il XXI secolo. Una viva testimonianza della produzione artistica ambrosiana.

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