La Storia

Il Museo Diocesano nasce come emanazione della Diocesi ambrosiana, della quale esprime il riflesso nell’arte e soprattutto l’identità storica ed ecclesiale. Il Museo conserva e promuove i preziosi beni artistici della Diocesi, valorizzandone il significato storico e religioso: l’incontro con la bellezza delle opere d’arte assume in questo contesto un’importanza nuova e densa di significato. La prima idea per il Museo Diocesano risale al 1931, quando il Beato Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano, indirizza al clero una lettera intitolata Per l’arte sacra e per un museo diocesano, in cui incoraggia la nascita di un’istituzione specificamente dedicata a promuovere e raffinare l’amore per l’arte presso “le persone a Dio dedicate” e al tempo stesso volta ad impedire la dilapidazione del cospicuo patrimonio artistico della Diocesi. Il suggerimento fu accolto solamente nel 1960 quando il Card. Giovan Battista Montini stipula un accordo fra la Curia e il Comune di Milano in cui si prevede la ristrutturazione, a spese dell’Opera Diocesana per la preservazione e la diffusione della fede, dei Chiostri di Sant’Eustorgio, indicati come sede del nuovo Museo. Di fatto questa convenzione non viene ratificata e le iniziative rimangono sospese fino agli anni Ottanta: solo allora il Card. Carlo Maria Martini avvia il progetto di ricostruzione e riadattamento dei chiostri, affidato allo studio dell’architetto Lodovico Barbiano di Belgiojoso. Il nuovo Museo è stato inaugurato il 5 novembre 2001.

L’Architettura

Il complesso monumentale di Sant’Eustorgio è uno dei più importanti e significativi di Milano: è costituito dall’insieme unitario della basilica e dell’antico convento domenicano e si è formato nel corso dei secoli in un’area di grande importanza per la storia del cristianesimo milanese.
Sulla piazza di Sant’Eustorgio si trova ancora oggi il leggendario fonte in cui san Barnaba, intorno alla metà del I secolo, avrebbe battezzato i primi milanesi, dando inizio alla chiesa locale. La basilica è nota soprattutto per il culto dei Magi, di cui conserva ancora parte delle reliquie giunte dall’Oriente, secondo la leggenda, proprio con il vescovo Eustorgio. Alla basilica è inoltre legato il culto di san Pietro Martire, il Domenicano veronese che visse nel convento intorno alla metà del Duecento. Attivo predicatore anticataro e feroce inquisitore, il frate venne ucciso nel 1252 per mano di un eretico, nei boschi della Barlassina, nei dintorni di Milano. Sant’Eustorgio è quindi luogo di storia e di preghiera, che ben definisce, fin dalla storia della sua fondazione e del suo culto, l’identità del cristianesimo ambrosiano.
Il complesso si affaccia sull’attuale corso di Porta Ticinese, un tempo importante asse viario che conduceva a Pavia, l’antica capitale longobarda. Sant’Eustorgio è ancora oggi il punto di partenza per la processione d’insediamento del nuovo arcivescovo di Milano, che parte proprio da questo luogo per raggiungere il Duomo. La basilica è stata fondata in epoca paleocristiana, ricostruita in forme romaniche fra l’XI e il XII secolo e rimaneggiata nella prima metà del XIII secolo, dopo l’insediamento dei domenicani. In questo momento si avvia la costruzione dell’annesso convento che ingloba un preesistente ospedale. Sede dell’Inquisizione lombarda dal 1228, protetto dai Visconti fra la metà del XIII e il XV secolo, il convento visse una grandiosa stagione fino alla seconda metà del Quattrocento, quando con la fondazione di un secondo polo domenicano in città, Santa Maria delle Grazie, Sant’Eustorgio perse progressivamente il ruolo predominante che fino a quel momento aveva rivestito nel contesto milanese.

L’Allestimento

Il Museo Diocesano è stato allestito tenendo conto della natura del tipo di museo che sarebbe stato creato e le caratteristiche originarie dell’architettura.
L’allestimento museografico venne affidato dal 1996 all’architetto Antonio Piva, che, ispirandosi a concetti organizzativi e funzionali che in questi anni hanno trovato in tutto il mondo ampie verifiche e consensi, ha affrontato i temi dell’accoglienza, dell’esposizione flessibile, della conservazione dei materiali, della sicurezza, del comfort e della comunicazione. Lo spazio espositivo è dotato di impianti di sicurezza e di un sistema di climatizzazione con filtraggio dell’aria che garantisce un perfetto controllo del microclima. Le grandi vetrine, organizzate con supporti ed espositori molto flessibili, sono caratterizzate da un sistema di illuminazione a fibre ottiche. I pannelli modulari consentono l’adozione di diverse funzioni espositive.

I Contenuti

La collezione del Museo Diocesano comprende più di 700 opere, di cui quasi 400 esposte, suddivise in alcune sezioni.
Dalla Quadreria arcivescovile sono giunte al Museo molte opere delle collezioni degli arcivescovi milanesi, rivelando così i diversi orientamenti culturali dei vari successori di Ambrogio alla cattedra episcopale; in museo sono esposte, per esempio, parte della collezione Monti, della Visconti, della Pozzobonelli, e la completa collezione Erba Odescalchi.
Il Museo Diocesano conserva inoltre numerose opere provenienti dalla Diocesi, dal VI al XIX secolo: in seguito ad uno studio minuzioso dell’Archivio dei beni Artistici della Diocesi, dal 1998 conservato presso il Museo, prima dell’inaugurazione sono state effettuate indagini e sopralluoghi nelle varie parrocchie che hanno consentito di individuare veri e propri tesori nascosti. Si è avviata quell’azione di recupero e valorizzazione del patrimonio artistico della Diocesi che è uno dei principali obiettivi del Museo Diocesano. A questo nucleo si aggiungono la sezione dedicata a Sant’Ambrogio, i Fondi Oro (opere di ambito per lo più toscano del XIV e XV secolo, raccolte dal prof. Alberto Crespi e donate al Museo nel 2000), le sculture e i dipinti provenienti dalla collezione Marcenaro (depositata dalla Fondazione Cariplo nel 2004), il ciclo di tele dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento ed infine un gruppo significativo di opere di arredo liturgico. Nell’immediato futuro, si prevede una sezione interamente dedicata al Novecento. Le raccolte del Museo comprendono già opere di artisti del Novecento (Lucio Fontana, Aldo Carpi, William Congdon e altri), per ora per lo più conservate nei depositi.

La Gestione

Il Museo è gestito dalla Fondazione Sant’Ambrogio; si tratta di un ente ecclesiastico il cui consiglio è nominato direttamente dall’Arcivescovo di Milano, che sceglie anche il Presidente.
Attualmente è Presidente l’Ing. Mario Brianza.
Vicepresidente: Francesco Baggi Sisini.
I Consiglieri sono: Roberto Ruozi, don Domenico Sguaitamatti; del Consiglio della Fondazione è inoltre membro di diritto il Prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, rappresentato in Consiglio da Mons. Marco Navoni.
Il Direttore del Museo Diocesano è il prof. Paolo Biscottini.

Il Volontariato

L’Associazione dei Volontari del Museo Diocesano è nata nel 2002 con lo scopo di informare, accogliere e assistere i visitatori per tutte le attività legate al progetto culturale del Museo e di far conoscere e valorizzare il patrimonio diocesano dal punto di vista artistico, storico e spirituale, affiancando il Museo nelle varie iniziative.

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