Restaurato nel 1998 dal Laboratorio Luigi Parma, Milano, il dipinto è stato identificato insieme alla Veduta del Porto di Livorno (MD 2001.025.004) con uno dei due quadri citati da Appiani nel 1802 (con riferimento all’inventario del 1793) come “Rappresentanti Porti di mare con diverse maggiette, parte de’quali in atto di pescare; cornice alla romana dorata. Opere del Ciocchi”, ovvero Antonio Cioci.
La tela presenta effettivamente puntuali analogie stilistiche con altre opere dell’artista toscano, quali le due Vedute del Porto di Livorno conservate all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, databili al 1775 (Bianchi, 1999).
Anche nella tela in esame, riferibile all’attività matura del Cioci, il pittore, influenzato da Claude-Joseph Vernet nella resa dei trapassi chiaroscurali e da Giuseppe Zocchi, nella gamma cromatica brillante e nell’atmosfera tersa, rivela i suoi tratti più originali nella capacità di assemblare le diverse componenti figurative in una scena piacevole e sciolta, di tono narrativo per la presenza delle caratteristiche macchiette che vivacizzano il primo piano.

Antonio Cioci – ?, 1722 – Firenze, 1792
Porto di mare con figure
Olio su tela, cm. 61.5 x 66.5
Milano, Quadreria Arcivescovile, Collezione Pozzobonelli

 

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Sabato 12 e domenica 13 maggio vi aspettiamo al Museo Diocesano di Milano per l’inaugurazione di “Prato nel Chiostro”, l’evento organizzato dal Museo che, ogni weekend fino al 10 giugno, vi terrà compagnia con numerose e interessanti attività rivolte a grandi e piccini.

Di seguito, il programma per il weekend di inaugurazione:

Sabato 12 e domenica 13, a partire dalle 11.30:
New Picnic Brunch e California Bee con cafetteria
a cura di California Bakery
Gradita prenotazione  

Domenica 13, a partire dalle ore 11.30:  
Lettura dei quotidiani con GIANGIACOMO SCHIAVI, giornalista del Corriere della Sera
Partecipazione gratuita

Domenica 13, dalle 15.00 alle ore 18.00:
Open day: La fabbrica dell’Arte – attività per bambini dai 5 ai 7 anni e dagli 8 agli 11 anni
Partecipazione gratuita, prenotazione obbligatoria

Sabato 12 e domenica 13, tutto il giorno:  
Kit d’arte per le famiglie – visitare il Museo con il proprio figlio, divertendosi e imparando!
Ingresso gratuito  

Ricordiamo inoltre che durante il weekend sarà possibile accedere alle collezioni permanenti del Museo (INGRESSO RIDOTTO 4,00 €)

Info e prenotazioni  
02.89420019

Per i week-end di primavera il Museo DiocesanoCorriere della Sera propongono la lettura dei quotidiani: una rassegna stampa sui temi di Cultura, Economia ed Esteri del giorno e della settimana appena trascorsa, a cura di un giornalista del Corriere della Sera.

Lettura dei quotidiani con un giornalista del Corriere della Sera:
•    Domenica 13 maggio, ore 11.30: GIANGIACOMO SCHIAVI
•    Domenica 20 maggio, ore 11.30: FERRUCCIO DE BORTOLI
•    Domenica 3 giugno, ore 11.30: ARMANDO TORNO
•    Domenica 10 giugno, ore 11.30: PAOLO BALDINI
INGRESSO LIBERO
Sala dell’Arciconfraternita

Tutti i Sabati e le domeniche dalle ore 11.30:
New Picnic Brunch e California Bee con cafetteria
a cura di California Bakery 
Gradita prenotazione

Domenica 13 maggio dalle ore 15.00 alle ore 18.00: 
Open day – La fabbrica dell’Arte
attività per bambini dai 5 ai 7 anni e dagli 8 agli 11 anni
GRATUITO, Prenotazione obbligatoria 

Domenica 20 maggio, domenica 3 e 10 giugno, alle ore 15.30: 
Caccia al tesoro tra natura, arte e architettura
a cura di Ad artem
attività per bambini dai 6 ai 12 anni alla scoperta del quartiere Ticinese
€ 10 a bambino, Prenotazione obbligatoria 

Kit d’arte per le famiglie: visita il Museo giocando con tuo figlio!
Il sabato e la domenica GRATUITO

VISITA IL MUSEO: nel week-end Ingresso ridotto € 4,00 alle Collezioni permanenti del Museo 

Info e prenotazioni
02.89420019

 

L’esposizione, proposta da Arnoldo Mosca Mondadori, presenterà 13 opere, realizzate dall’artista modenese con la tecnica del disegno a grafite su tavola, il cui tema centrale è caratterizzato dall’atto della preghiera, e da soggetti in rapporto diretto con il sacro e il raccoglimento spirituale.

Daniela Alfarano porta al centro della propria ricerca l’uomo capace ancora di inchinarsi di fronte al mistero. In un tempo, com’è quello attuale, in cui la preghiera sembra non costituire più un elemento fondamentale nella vita quotidiana, l’artista apre scenari di riflessione su un rito che contiene in sé profondissime emozioni e verità.
S’incontrano così giovani mani e volti pieni di rughe e il rosario, che sarà il filo conduttore dell’esposizione, in grado di stimolare una meditazione sull’uomo e sul senso della vita.
La visita sarà accompagnata da un sottofondo musicale in grado di creare un’aura di sacralità e che trasformerà la sala che accoglie i disegni di Daniela Alfarano, in una ideale Stanza del Rosario.
Come parte integrante dell’allestimento si troveranno proprio dei rosari, all’interno dei contenitori, con l’invito a prenderne uno in dono.
Verrà inoltre edita una pubblicazione, a cura e con un testo di Arnoldo Mosca Mondadori e una poesia di Davide Rondoni.

Apertura: giovedi 3 maggio, ore 18.30
La sera dell’inaugurazione sarà presente il coro diretto dal maestro Massimo Fiocchi che, insieme al soprano Elisa Babo, giovane promessa della lirica italiana, eseguiranno tre arie sacre

 

 

Per maggiori informazioni
Tel 02.89.42.00.19 


Il dipinto proviene dalla collezione del cardinal Monti, nella cui Galleria è elencato nell’inventario del 1638 col numero 405 (“Un quadro di S. Rocho che guarda un agnello [sic, per angelo] longo con cornice di noce, et un profilo d’oro) e nell’atto di donazione del 1650 sempre al numero 405: “Un Quadro del Campi, un S. Roccho ginocchiato con un ginocchio riguarda un Angelo che viene dal Cielo con una palma, nel galone sinistro viene ferito con una saetta, stà con le mani alzate, un Cane per terra vicino ad alcune macchiette, e dall’altra parte come homini armati, sopra la tela, alto onze 46., largo onz. 28., Cornice di noce, e fili d’oro” (trascrizione in L. Basso, L’Inventario del 1658 e l’Instrumentum donationis del 1650: documenti per una collezione, in Le stanze del cardinal Monti 1635-1650. La collezione ricomposta (catalogo della mostra, Milano, Palazzo Reale, 18 giugno – 9 ottobre 1994, Milano 1994, p. 111 n. 245 [405] e p. 123 n. 105 [405]).
Il generico riferimento campesco dei documenti montiani viene in seguito precisato dalle guide milanesi (Santagostino, Torre, Latuada) in favore di Bernardino, mentre il Sacchi (1872) lo riferiva ad Antonio. A lui pensa ancora Bona Castellotti nell’edizione critica del Santagostino (1980), mentre Bora lo assegna a Giulio verso la metà del settimo decennio nella schedatura dei quadri della Curia milanese nel 1987. L’oscillante attribuzione dovette precisarsi a seguito del restauro del 1989 e la tela venne definitivamente assegnata a Vincenzo Campi da Cirillo e Godi (1995) che la datarono verso la metà degli anni settanta in una fase stilistica del tutto prossima all’Inchiodamento del Cristo sulla croce del Museo della Certosa di Pavia (datato 1575). Datazione e attribuzione sono infine confermati da Paliaga (1997) che inspiegabilmente però lo dice su tavola. Mina Gregori (2000) ne rileva la doppia valenza, naturale e mistica, della illuminazione che sarà tipica anche della visione caravaggesca.

 

Vincenzo CampiCremona, 1536 – Cremona, 1591
San Rocco e l’angelo
Olio su tela, cm 230 x 180
Provenienza: Milano, Quadreria Arcivescovile, collezione Monti

Il Museo Diocesano si è occupato in passato di artisti, movimenti, epoche e stili, di volta in volta individuando un settore preciso del tempo e della storia: un aspetto che attraversa i millenni e i cambiamenti del gusto è l’uso del colore nelle arti figurative, sia dal punto di vista tecnico che per le forti implicazioni sentimentali e simboliche.

Partendo dagli aspetti chimici e dalla percezione dell’occhio umano, proponiamo un viaggio dall’archeologia all’arte contemporanea, alla scoperta dei “valori” trasmessi dai vari colori, e dell’uso che ne hanno fatto gli artisti nel corso del tempo e delle culture.

Attraverso gli esempi di sette diversi colori nell’arte (bianco, nero, blu, giallo, rosso, verde e oro) vedremo come nel dipanarsi dei tempi e delle culture i significati simbolici si siano intrecciati con ricerche tecniche e chimiche, combinandosi poi con altre discipline, come la poesia e la musica.

Relatore delle lezioni sarà Stefano Zuffi

Orari del corso
Gli incontri si svolgono il mercoledì dalle 17.30 alle 19.00 nella Sala dell’Arciconfraternita

Il terzo incontro è giovedì 12 aprile 2012
Nero: la paura e l’eleganza

 

Costi di iscrizione
10 euro per la singola lezione
65 euro per tutto il corso

Prenotazioni e informazioni
Tel 02 89400019

La tavoletta riporta sul verso dipinta la cifra “n. 49”, forse un numero d’inventario precedente al suo ingresso alla Quadreria Arcivescovile, dove era conservato prima di giungere al Museo Diocesano.
 
In quest’opera compare una figurina vestita da ciociara, che indica come l’artista sovrapponga alcune componenti derivate da Marco Ricci e da Francesco Zuccarelli ad una generica matrice tempestiana probabilmente acquistata dall’Aureggio

La quinta rocciosa che introduce il paesaggio è tratta dal Ricci, mentre l’influenza dello Zuccarelli è evidente nell’atmosfera soffusa creata dai delicati trapassi chiaroscurali. Tutti questi elementi, armonizzati da una condotta pittorica disinvolta, permettono alla critica recente di attribuire l’opera agli anni della maturità del Torresana.

Andrea Torresana ? – Brescia,
1760 Olio su tela, cm 230,5 x 382
Provenienza: Milano, Quadreria Arcivescivile, collezione Pozzobonelli

L’esposizione, curata da Paolo Biscottini, direttore del Museo Diocesano, presenta 40 opere, realizzate tra la fine degli anni Quaranta e la metà degli anni Novanta, che ripercorrono la carriera dell’artista milanese attraverso le tematiche più caratteristiche della sua cifra espressiva: dai canali di Amsterdam ai cavalli in corsa nell’ippodromo di San Siro, dalle nature morte di fiori ai paesaggi rivieraschi del lago di Como o del Garda, agli squarci più caratteristici della sua Milano.

Proprio Milano è stata il soggetto più frequentato e più amato da Perelli Cippo. Come ebbe modo di scrivere Gianni Brera nel 1990, “Milano moderna non ostenta bellezze fasulle. È forse più buona che bella. E il pittoresco se lo conserva in pudiche visioni ormai desuete. Commuove ancora svelarle; emoziona soprattutto il modo in cui te le rivela un artista. Gian Carlo Perelli Cippo, milanese ad oltranza, non teme bieche contaminazioni. I personaggi tipici di ieri sfilano con lui. Le apparizioni caratteristiche sono visibilmente abbellite dal suo vigore tecnico. Capisci che quella Milano era povera e se non la disprezzi è solo perché le vuoi bene. Non è superbo ammetterlo, è buon senso”.

Dal canto suo, Paolo Biscottini ricorda che “Perelli Cippo racconta della città, del paesaggio, della figura. Le sue radici affondano certamente nella figuratività lombarda fra la fine dell’Ottocento e tutta quella parte del Novecento che si fece carico, non solo in pittura, di una  mediazione linguistica internazionale, al di fuori delle avanguardie e poi di ogni nozione concettuale dell’arte”.

Accompagna la mostra un catalogo (ediz. Museo Diocesano), con testo del curatore.

Orari
martedì – domenica 10-18, lunedì chiuso.

Ingresso alla mostra e al Museo:
intero 8 Euro; ridotto 5 Euro;

Inaugurazione: lunedì 16 aprile ore 18.00

Il Museo Diocesano si è occupato in passato di artisti, movimenti, epoche e stili, di volta in volta individuando un settore preciso del tempo e della storia: un aspetto che attraversa i millenni e i cambiamenti del gusto è l’uso del colore nelle arti figurative, sia dal punto di vista tecnico che per le forti implicazioni sentimentali e simboliche.

Partendo dagli aspetti chimici e dalla percezione dell’occhio umano, proponiamo un viaggio dall’archeologia all’arte contemporanea, alla scoperta dei “valori” trasmessi dai vari colori, e dell’uso che ne hanno fatto gli artisti nel corso del tempo e delle culture.

Attraverso gli esempi di sette diversi colori nell’arte (bianco, nero, blu, giallo, rosso, verde e oro) vedremo come nel dipanarsi dei tempi e delle culture i significati simbolici si siano intrecciati con ricerche tecniche e chimiche, combinandosi poi con altre discipline, come la poesia e la musica.

Relatore delle lezioni sarà Stefano Zuffi

Orari del corso
Gli incontri si svolgono il mercoledì dalle 17.30 alle 19.00 nella Sala dell’Arciconfraternita

Il secondo incontro è mercoledì 4 aprile 2012
Bianco: purezza e mistero

Costi di iscrizione
10 euro per la singola lezione
65 euro per tutto il corso

Prenotazioni e informazioni
Tel 02 89400019

Come ogni weekend il Museo Diocesano vi aspetta con bellissimi e interessanti appuntamenti per tutti!!

VISITA ALLA CHIESA DI SANTA MARIA PRESSO SAN SATIRO
In via eccezionale, la visita alla chiesa di Santa Maria presso San Satiro permette di ammirare il Compianto di Agostino de Fondulis, gruppo scultoreo in terracotta realizzato alla fine del Quattrocento e perfettamente conservato.
Sabato 31 marzo ore 15.00, domenica  1° aprile ore 16.00
Costo € 5,00 a persona. Consigliata la prenotazione. La visita è adatta anche alle famiglie con bambini dai 6 ai 10 anni e alle famiglie con figli adolescenti!

CACCIA ALLE UOVA NEL PARCO DELLE BASILICHE
Le iniziative legate alla Pasqua si concludono con una divertente caccia al tesoro, ambientata tra il Museo Diocesano ed il Parco delle Basiliche. Un’occasione per conoscere la storia dell’ambiente che ci circonda, per mettersi alle prova raccogliendo il maggior numero di uova e per scoprire il significato di questo simbolo tradizionale della Pasqua. 
Domenica 1° aprile ore 15.30 Caccia alle uova nel Parco delle Basiliche per bambini dai 6 ai 10 anni
Costo € 7,00 a bambino. Consigliata la prenotazione.

ECCE HOMO, di Giulio Cesare Procaccini
In occasione del periodo pasquale al Museo Diocesano di Milano verrà eccezionalmente esposto un capolavoro inedito di Giulio Cesare Procaccini, Ecce Homo.
L’iniziativa s’inserisce a pieno titolo nel programma del Museo Diocesano che intende approfondire il contesto figurativo nel quale nascono le opere che appartengono alla sua collezione permanente. Nel percorso espositivo è infatti presente una Pietà di Giulio Cesare Procaccini, proveniente dalla Quadreria Arcivescovile di Milano.
L’Ecce homo costituisce molto probabilmente la prima significativa opera del Procaccini a Milano, senza la quale sarebbe difficile spiegare le ragioni della prestigiosa commissione all’artista, in concorrenza col Cerano, di opere per l’importante chiesa milanese di San Celso.
Orari: dal martedì alla domenica, 10-18, lunedì chiuso.
Ingresso al Museo: intero: 8 Euro; ridotto 5 Euro

Per informazioni e prenotazioni:
02 89420019
info.biglietteria@museodiocesano.it
www.museodiocesano.it

Il Museo Diocesano di Milano

Aperto al pubblico dal 2001, il Museo Diocesano ospita una collezione permanente costituita da più di settecento opere di epoca compresa tra il IV ed il XXI secolo. Una viva testimonianza della produzione artistica ambrosiana.

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